Chi Siamo

Andrea e Giulia

Ricicli è un marchio italiano di complementi per la casa ed accessori moda autoprodotti con materiali di recupero, progettato dall’ecodesigner Giulia Meloncelli e realizzato insieme ad uno staff di collaboratori che con lei condividono la filosofia ecosostenibile.

Le linee guida del marchio Ricicli si basano su valori etici che ogni giorno promuoviamo e divulghiamo attraverso ciò che progettiamo e auto produciamo. Il rispetto è il fulcro del nostro lavoro: per le persone, per il lavoro degli altri, per l’ambiente, per gli animali, per le cose.

Ricicli è un progetto a metà strada tra l’artigianato e l’industrial design, che segue questo modus operandi:

  • La manodopera è tutta italiana e retribuita regolarmente;
  • Il 98% dei materiali e degli oggetti che utilizziamo per creare i nostri prodotti è costituito rimanenze di magazzino o usato, il restante 2% comprende la ferramenta e la merceria;
  • Il 98%dei materiali che utilizziamo è reperito a “km0”, tant’è che a volte usiamo la bicicletta per il trasporto!
  • Incentiviamo il cliente al  recupero dei propri oggetti e/o abiti trasformandoglieli con ironia;
  • Gli scarti della produzione (pochissimi) vengono a loro volta riciclati;
  • La promozione della nostra attività viene fatta utilizzando carta destinata al macero e carta certificata FSC;
  • Il lavaggio dei tessuti avviene con detergenti ecologici rispettosi dell’ambiente;
  • Abbiamo scelto la bioedilizia per contenere il nostro lavoro perché in sintonia con il nostro modo di essere e di vivere.

Siamo partner di Vivi consapevole in Romagna un progetto che connette le persone che lavorano con passione per una terra ecologica e sana.

GIULIA MELONCELLI industrial designer

Giulia Meloncelli, classe 1974, sono una progettista eclettica con tanta curiosità. Il desiderio di sperimentazione mi ha portato a frequentare i corsi di Progettazione Industriale presso l’ I.S.I.A. di Faenza. In seguito ho perfezionato i miei studi presso il  Kent Institute of Arts and Design di Rochester applicandomi in discipline come Creative Model Making, Packaging Design e Graphic Design. I miei primi lavori arrivano nel 1996 per la ditta Quattrozampe di Milano, poi è la volta di Opposite, Moschino, A.G.Spalding & Bros, Max & Co, Fraboso Argento, Tetra Pak, e negli anni successivi è un crescendo di miei progetti in produzione.

Nel 2000 ho partecipato a Milano al Master aziendale Valextra-ADI  “La pelle, materia ed applicazioni evolute”. In questa città la mia esperienza di industrial designer  si affina ancora di più e ricopro il ruolo di  responsabile di progetto per aziende quali Selesta Ingegneria, Digicom, Swarovski e Lg Electronics Italia.

La continua ricerca di materiali e prodotti “green” mi porta a progettare con un metodo sempre più responsabile e consapevole nei confronti dell’ambiente.

Oggi vivo a Forlì e mi occupo di design ecosostenibile: autoproduco, a “Km0”,  complementi casa ed accessori moda con materiali di scarto industriale e post-consumo sotto il brand RICICLI.

Parallelamente a questo  percorso progettuale e artigianale collaboro con aziende per lo studio e la produzione di eco-prodotti e tengo workshops  didattici che promuovono la diffusione e la cultura del riuso sia in azienda che in strutture organizzate.

Grazie al diffondersi di questa cultura e di questo stile sono sempre più numerosi i clienti privati che si rivolgono a me per mettere a punto progetti unici e personalizzati, per completare abitazioni, per riprogettare spazi e negozi riutilizzando talvolta il materiale del committente.

IL CONCEPT

Sono convinta che oggi essere una progettista all’avanguardia significhi ideare con ciò che è già stato prodotto: i rifiuti sono l’inevitabile effetto di un sistema frenetico che, spinto dall’insaziabile desiderio di rinnovamento, getta materiali e prodotti ancora pieni di valore.

Riusare, trasformare i rifiuti in oggetti d’uso non significa rinunciare all’estetica, ma anzi può mettere in luce una bellezza più vicina al nostro essere umani e, come tali, soggetti al rifiuto e alla discriminazione.

Così mi propongo con progetti che si contraddistinguono per la loro memoria storica, in modo che la condizione restaurata non neghi e cancelli del tutto quella precedente ma si imponga come vera rinascita. La poetica del riciclo che contraddistingue i miei progetti sposa “naturalmente” la scelta di utilizzare  scarti post lavorazione e/o post consumo trasformati con l’ausilio di vernici e ferramenta il più ecocompatibili possibile.

Il messaggio che voglio trasmettere con il mio lavoro di recupero è quello di fare tesoro di ogni piccolo scarto che, nella vita di tutti i giorni, automaticamente viene cestinato senza porsi alcuna domanda sul suo valore latente. Il RECUPERO è una nuova forma di cultura che non si basa esclusivamente sull’abilità tecnica di chi rielabora e trasforma un oggetto o un materiale ma anche sulla sua sensibilità nei confronti della natura. Una cultura che tenga in considerazione il rapporto tra prodotto e ambiente adottando così una diversa impostazione progettuale dei prodotti.

Il ricco butta il superfluo
Il meno ricco butta il superfluo
Il povero butta il superfluo
Il più povero butta il superfluo
e il ricco lo prende e lo eleva a simbolo del suo raggiunto benessere.

Alberto Meloncelli, mio papà

Rassegna Stampa

Giulia Meloncelli. La designer ecosostenibile. Premium IN Magazine (2016)

Alla ricerca di una nuova identità, Home (2016)

Industrial Design stile green, Casa Naturale (2014)

Balilla Coat hanger, Identity (marzo 2014)

Experimenta 66

Bello e di Riciclo, Abitare Country (mag-giu 2013)

Trul-Y Fontanot, Ottagono (2013)

Trul-Y, appendiabiti salva spazio, DEAR (2013)

Giulia Meloncelli. Ecodesign fatto a mano: Il rifiuto creativo, Dintorni (gen 2012)

Lo stile degli anelli (per Fraboso), Glamour (mag 2005)

Le ruote del tempo, orologio Opposite – Modo (2000)

I giardini di Miao, Casa Viva (dic 1999)